Tour de France: Sagan vince la 13esima tappa, Thomas sempre leader

Tour de France: Sagan vince la 13esima tappa, Thomas sempre leader

21/07/2018 0 Di redazione

Dopo il fattaccio di ieri sull’Alpe d’Huez, con la caduta di Nibali a 4 km dal traguardo e il successivo ritiro del corridore siciliano dal Tour de France per la frattura di una vertebra, la Grande Boucle è ripartita con la 13a tappa, conclusasi in volata a Valence con la vittoria del solito Peter Sagan, davanti a Kristoff e Démare, senza variazioni importanti nella classifica.

 

Al di là della tappa, tuttavia, ha tenuto ancora banco l’episodio della caduta di Nibali, che ha scatenato polemiche e accuse. Christian Prudhomme, il patron del Tour, si è voluto scusare personalmente con il corridore siciliano e intanto ha sottolineato che non era stata una moto a scaraventarlo a terra e nemmeno un facinoroso, bensì un tifoso che aveva oltrepassato le transenne, restringendo pericolosamente la carreggiata.

 

Al di là delle responsabilità singole dei tanti sedicenti tifosi che si erano presentati a bordo strada in condizioni pericolose, tra alcol ed eccitanti vari, restano le pecche dell’organizzazione di quella che resta la più grande corsa di ciclismo del mondo, il maggiore evento sportivo con cadenza annuale e la manifestazione sportiva più importante dopo le Olimpiadi e i Mondiali di calcio.

 

Per il milione di persone presenti ieri sulla salita finale dell’Alpe d’Huez c’era infatti un numero insufficiente di agenti, poi il transennamento delle strade è stato facilmente eluso e superato dai più esagitati, inoltre sembra incredibile che non si trovino provvedimenti contro chi tocca i corridori o usa i famigerati fumogeni, recente triste scoperta del ciclismo che li ha ereditati da altri sport.

Nel team Bahrain, come nei tifosi italiani, resta ora l’amaro in bocca per quello che Nibali avrebbe potuto fare in questo Tour, nel quale era pienamente in corsa anche per il successo finale.

 

«In un attimo abbiamo buttato via mesi e mesi di sacrifici e lavoro duro – ha sottolineato con tristezza Paolo Slongo, il preparatore di Nibali -. Vincenzo e tutto lo staff Bahrain, tra tecnici, meccanici, massaggiatori, medici e così via, si sono sottopostii a lunghi periodi lontano dalle proprie famiglie, per cullare il sogno almeno di un podio al Tour».

 

«Invece è stato tutto inutile e adesso dobbiamo ricominciare da capo». Nel programma di Nibali ci dovrebbe essere la Vuelta in vista del Mondiale di fine settembre a Innsbruck: potrà rispettare gli impegni? «Lo spero. Adesso starà fermo, a completo riposo, per due settimane, poi vedremo di valutare le sue condizioni».

C’è il rischio che si presenti non al top al Mondiale, forse il suo obiettivo principale del 2018? «E’ presto per dirlo, sarà importante come Vincenzo riuscirà a recuperare. In teoria il tempo necessario c’è, ma per adesso è impossibile sbilanciarsi».

Che cosa pensa Slongo delle dinamiche dell’incidente sull’Alpe d’Huez? «Le transenne c’erano, ma i tifosi le hanno superate senza che nessuno glielo impedisse. Questo non deve succedere, altrimenti la strada diventa impraticabile per i corridori e la gara viene falsata».

 

Davvero commovente infine il messaggio su Facebook di Franco Pellizotti, 40 anni, il più vecchio corridore di questo Tour e compagno di camera di Nibali nella Bahrain: «E poi Vincenzo rientra in camera, mi vede con gli occhi lucidi perché ripensavo a tutti i sacrifici fatti assieme, lontani dalle famiglie, dai bambini, per il mio ultimo Tour al quale non partecipavo da 9 anni… Ed è lui che consola me, invece di essere io a consolare lui che è costretto a tornare a casa. Recupera in fretta compagno d’avventure, che la stagione è ancora lunga e ci sono altri obiettivi da centrare!». Questo è il ciclismo, palestra di vita.

 

Ordine d’arrivo: 1. Sagan; 2. Kristoff; 3. Démare; 4. Degenkolb; 5. Van Avermaet; 6. Lampaert; 7. Cort Nielsen; 8. Pasquualon; 9. Colbrelli; 10. Phinney. Classifica: 1. Thomas; 2. Froome 1’39”; 3. Dumoulin 1’50”; 4. Roglic 2’46”; 5. Bardet 3’07”; 6. Landa 3’13”; 7. Kruijswijk 3’43”; 8. Quintana 4’13”; 9. D. Martin 5’11”; 10. Fuglsang 5’45”; 11. Valverde 9’07”; 12. Jungels 9’09”; 13. Zakarin 9’37”. Domani 14 tappa St. Paul Trois Chateaux-Mende di 188 km per finisseur.

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