“Perché sei qui sporco negro?”, aggressione razzista a Mirafiori

“Perché sei qui sporco negro?”, aggressione razzista a Mirafiori

03/07/2018 0 Di redazione

All’inizio Ahmed non capiva: “Si sono avvicinati. Ero seduto sulla panchina davanti alla chiesa. Mi hanno chiesto se avevo 50 centesimi. Poi mi sono accorto che volevano attaccare briga”. Erano in due: “Uno ha cominciato a insultarmi: “Perché sei qui, negro di merda?”. Ho cercato di entrare in chiesa ma l’altro mi ha tagliato la strada. Aveva un piccolo coltello a serramanico e un cane. Ha lasciato andare il cane perché mi aggredisse”.

Venerdì sera, 21.30, a Mirafiori Nord davanti alla parrocchia dell’Ascensione. Ahmed è uno dei profughi fuggito dalla guerra del sud Darfur. Studia e lavora a Torino. È ospitato nella comunità parrocchiale. “Sono stato accolto bene, ormai mi sento una parte di Torino. Certo, dopo quello che è successo si vive nella paura”.

Venerdì sera i due aggressori lo hanno preso a calci e pugni. Ahmed è riuscito a fuggire nel ristorante della cascina Roccafranca, il centro di aggregazione del quartiere. Qui uno dei due, probabilmente ubriaco, ha continuato a inseguirlo tra i tavoli. Giorgia Lucarno, della Gioc, racconta il seguito: “L’aggressore ha continuato a picchiare il ragazzo e poi ha cominciato a insultare e a picchiare anche il titolare del ristorante e il cuoco. Abbiamo chiamato i carabinieri”.

La relazione dei militari spiega che è stato arrestato R.M. di 51 anni, abitante nel quartiere, “persona molesta, armata di coltello, che insultava e opponeva viva resistenza”. “Purtroppo – raccontava Ahmed nei mesi scorsi – sono fuggito dal mio Paese perché ero preseguitato per ragioni razziali. Qui c’è uno Stato che mi protegge, anche se ultimamente il clima si è fatto difficile”.

Il parroco, don Ilario Corazza, spiega che “dovremo incontrarci nei prossimi giorni per cercare di capire come può rispondere la nostra comunità a quel che è accaduto. Devo dire che la vicenda ha sorpreso un po’ anche me. Non è questo il clima che si respirava fino ai giorni scorsi in questo quartiere. Quasi un fulmine a ciel sereno. Ma dovremo certamente fare i conti con quel che è successo”.

Anche la Gioc sta riflettendo sull’accaduto. Il quartiere di Mirafiori Nord sembrava aver da tempo superato i problemi sociali che ne avevano caratterizzato la nascita negli anni Settanta. E certamente non si poteva immaginare che in quell’area, dove esiste da decenni una forte comunità civile e religiosa, potessero accadere fatti come l’aggressione di venerdì. “Stiamo preparando le iniziative per l’estate e quel che è accaduto non potrà lasciarci indifferenti”, dice Giorgia anticipando che il tema dell’accoglienza sarà probabilmente al centro della festa estiva.

Al pronto soccorso Ahmed è stato curato per le contusioni e i calci ricevuti mentre era a terra davanti alla panchina. Ha attraversato il deserto e il Mediterraneo per sfuggire alle persecuzioni. Pensava di essere arrivato in un luogo sicuro.

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