Niente promozione per il Palermo: Parma penalizzato in serie A

Niente promozione per il Palermo: Parma penalizzato in serie A

24/07/2018 0 Di redazione

Il Tribunale federale nazionale, presieduto dall’avvocato Mario Antonio Scino, ha comminato al Parma una penalizzazione di 5 punti da scontare nella stagione 2018-19 e una squalifica di 2 anni, più un’ammenda di 20mila euro, al calciatore Emanuele Calaiò, dopo il deferimento della Procura federale per la vicenda dei messaggi sospetti precedenti la gara Spezia-Parma. “Questo tribunale – si legge nel comunicato del Tfn – ritiene provato che Calaiò, nell’inviare all’ex compagno De Col i messaggi in questione, abbia posto in essere il tentativo di illecito, irrilevante essendo che, nello specifico, a tutto voler concedere, questi possa essersi riferito unicamente alla propria incolumità fisica. E’ di tutta evidenza, invero, che anche la sollecitazione e/o l’invito ad omettere interventi di gioco sulla propria persona, ove accolta, possa ritenersi idonea, quanto meno in termini di tentativo, ad alterare l’andamento e/o lo svolgimento della gara”.

Accolta quindi la tesi dell’accusa, ma il Palermo, che era ammesso come parte interessata direttamente per motivi di classifica, resta con un pugno di mosche in mano. Per il Palermo è quasi paradossale il motivo per cui non è scattata la penalizzazione del club emiliano. Il Parma, infatti, viene ritenuto responsabile, ma dovrà scontare la sua penalità in serie A. La norma prevede che si scontino le penalizzazioni nel campionato in corso e per il tribunale federale la stagione è già iniziata nonostante i fatti si riferiscano alla stagione scorsa. La posizione di Ceravolo, altro tesserato emiliano in un primo momento coinvolto nelle indagini, è stata stralciata perché non è stato in grado di fare vedere i messaggi del suo cellulare perché ha smarrito il telefono nello stesso giorno in cui doveva essere ascoltato dalla procura federale. “Questo Tribunale – si legge testualmente nelle motivazioni – ritiene che la penalizzazione riferita alla classifica del campionato di serie B, oltre che estremamente afflittiva per la Società Parma Calcio, si porrebbe anche in aperto contrasto con lo stesso principio di afflittività previsto dal Codice di giustizia sportiva. Si è in presenza, nella specie, di un tentativo di illecito decisamente respinto dai destinatari dei messaggi e la cui conoscenza da parte del Parma non è stata in alcun modo nemmeno ipotizzata; l’odierna decisione, pertanto, viene assunta allo stato degli atti, in quanto non sentiti i dirigenti della società e non approfondita l’indagine con riferimento al suo tesserato Ceravolo Fabio (autore dei messaggi indirizzati al calciatore spezzino Alberto Masi) il quale, se pure pronto a mettere a disposizione della Procura Federale il proprio telefono cellulare, non ha potuto dare corso a tale disponibilità per lo smarrimento del terminale, come da denuncia presentata all’autorità giudiziaria nel medesimo giorno dell’audizione. Rileva, dunque, che il tentativo di illecito è stato respinto dai destinatari e che, per quanto è dato sapere, salvo ulteriori elementi che dovessero emergere da eventuali successive indagini, la società ha conseguito sul campo la posizione finale in classifica che le ha consentito la promozione diretta in serie A. La penalizzazione va operata con riferimento alla stagione sportiva in corso e, solo se inefficace, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva successiva: dovendosi individuare la stagione sportiva in corso in quella dal primo luglio 2018 al 30 giugno 2019, la penalizzazione sul punteggio non potrà che scontarsi in tale stagione sportiva”. Fra i club interessati al momento non ci sono prese di posizione ufficiali, se non quella del Parma che ha annunciato ricorso in appello. Anche il Palermo, però, sta studiando ogni possibile appiglio per presentare appello al dispositivo del tribunale federale. La calda estate nelle aule dei tribunali non finisce qui.

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