L’incerto destino dei piccoli migranti in detenzione: sedati e sparpagliati in tutta l’America

L’incerto destino dei piccoli migranti in detenzione: sedati e sparpagliati in tutta l’America

21/06/2018 0 Di redazione

Certo, alla fine Donald Trump ha ceduto: e sulla scia dell’enorme ondata di sdegno provocata dall’immagine di piccoli migranti separati dai genitori e chiusi in casermoni o gabbie ha firmato un ordine esecutivo: che d’ora in poi nei centri di detenzione manderà intere famiglie. Compresi i più piccini dunque: che resteranno con le mamme sì, ma in prigione a tempo indeterminato. L’applicabilità della nuova decisione presa da President Trump – e duramente critcata oggi da Usa Today, il giornale più letto d’America, secondo cui l’atto di apparente clemenza di The Donald serve solo a riportare l’attenzione su di lui – è però tutta da verificare.

Spiega il New York Times che per porre fine davvero alla pratica di separare le famiglie si dovranno affrontare ostacoli legali e pratici. Intanto, perché i giudice federali potrebbero rifiutarsi di dare all’amministrazione Trump l’autorità di tenere le famiglie in custodia incarcerate per più di 20 giorni, che è il limite attuale a causa di un ordine del tribunale datato 1997. Poi, perché l’ordine firmato da Trump non inquadra in alcun modo la decisione: dove e in quali condizioni saranno tenute le famiglie? 

L'incerto destino dei piccoli migranti in detenzione: sedati e sparpagliati in tutta l'America

 L’ordine esecutivo firmato mercoledì sera da Donald Trump

I rifugi per bebé, consolati coi calmanti. Nel frattempo delle condizioni in cui sono tenuti i minori si sa pochissimo: i giornalisti vengono tenuti fuori dai centri, quasi tutti privati, che li ospitano. Ma intanto ieri sera sono circolate notizie inqueitanti: come la creazione di “tender age shelters”, cioè rifugi per bimbi in tenera età, ovvero sotto i 5 anni. Una notizia che ha provocato perfino la commozione, in diretta televisiva, di una delle più note conduttrici di Msnbc, Rachel Maddow: che non è riuscita a concludere la lettura del foglio che la conteneva, una nota diffusa dalla Associated Press, consegnatale mentre era in onda da un collega. Salvo poi scusarsi su Twitter diffondendo il testo integrale, dove si parlava di “sale piene di bebé in lacrime”. Non basta: un giornale locale, il Texas Tribune, rivela che in alcuni dei centri ai ragazzini siano state fatte iniezioni di calmanti. Una pratica non nuova – sarebbe stata introdotta circa un anno fa – ma che in questi ultimi mesi, secondo una class action intentata nell’aprile scorso, è stata usata in dosi massiccie.

Rachel Maddow MSNBC

@maddow

Ugh, I’m sorry.

If nothing else, it is my job to actually be able to speak while I’m on TV.

What I was trying to do — when I suddenly couldn’t say/do anything — was read this lede:

1/6

Lo sdegno di New York. Intanto il sindaco di New York Bill de Blasiodenuncia la presenza di un centro di detenzione in piena Manhattan: il Cayuga Center di Harlem, situato fra Park Avenue e la 131esima strada, dove attualmente sono ospitati 239 bambini, compreso un bimbo di 9 anni arrivati a piedi da solo dall’Honduras e un bebé di 9 mesi. “Com’è possibile che nessuno di noi sapesse della presenza di 293 bambini proprio qui, nel cuore della nostra città? Comm’è possibile che il governo federale abbia taciuto ogni informazione ai newyorchesi, cercando di impedirci di fornire ai bambini l’aiuto di cui hanno bisogno? Siate onesti: diteci chi sono, da dove vengono e di cosa hanno bisogno. Cosa sta succedendo qui?” ha tuonato il primo cittadino della Grande Mela. Di sicuro nella notte fra martedì e mercoledì, qui sono arrivate cinque bambine guetemalteche: lo rivela un video girato dalla tv locale New York1 ripreso a mezzanotte e quarantacinque. La loro accompagnatrice, una donna che parlava spagnolo, ha enfaticamente negato che le bimbe fossero state separate dai genitori. Ma, riporta il New York Post, è stata smentita il mattino successivo dal governatore Andrew Cuomo: “le bambine fanno parte dei 2300 separati dai genitori”.

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 Il sindaco di New York Bill de Blasio dopo aver visitato il Cayuga Center a Manhattan

La denuncia delle compagnie aeree. A denuciare lo spostamento dei piccini dal Texas al resto d’America sono d’altronde le stesse compagnie aeree. American Airlines e United hanno chiesto ieri al goveno federale di smetterla di usare i loro voli per trasportare i bambini. Assistenti di volo hanno detto di aver lavorato in stato di forte stress, assistendo alla disperazione dei bambini caricati a forza sui veivoli.

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