Disabili siciliani, è fatta. Sprint delle Asp e via agli assegni

Disabili siciliani, è fatta. Sprint delle Asp e via agli assegni

16/07/2018 0 Di redazione

L’allarme lanciato giovedì scorso da “Repubblica”, le proteste di politici e associazioni, infine l’ultimatum dell’assessore Ruggero Razza hanno messo in moto gli uffici delle Asp: ieri sono state ultimate le procedure di pagamento per i diecimila disabili gravissimi siciliani che da gennaio aspettano l’assegno regionale da 1.500 euro al mese. Dopo la denuncia dei ritardi, Razza aveva dato ai manager cinque giorni di tempo ai manager, pena la rimozione. Così la macchina amministrativa si è messa in moto. Molti commissari delle Asp hanno chiesto agli uffici amministrativi di premere un piede sull’acceleratore per liquidare le prime quattro mensilità dell’anno. Per le altre bisognerà aspettare il nuovo decreto del presidente della Regione Nello Musumeci che ridefinisca criteri e le modalità del sussidio.

La mappa
Ci vorrà qualche giorno prima che l’importo sia materialmente accreditato sui conti bancari, per i tempi tecnici del bonifico. Ma sono decine gli assegni non erogati per errori e lacune nella documentazione. L’Asp di Caltanissetta ha erogato gli importi relativi agli 865 titolari per il periodo gennaio- marzo, mentre per il mese di aprile hanno ricevuto l’assegno di cura in 818. A Palermo, dove i disabili che ne hanno diritto sono 2.549, sono stati emessi 2.215 mandati di pagamento per l’intero quadrimestre, mentre ben 334 non risultano in regola con la documentazione. Lo stesso a Trapani, dove su 1.338 hanno ricevuto il pagamento tutti i 1.144 che hanno sottoscritto il patto di cura e hanno dimostrato di avere i documenti in regola e a Messina, dove il numero dei disabili aventi diritto è di 1.376, in regola con la documentazione solo 1.303.

I ritardi
“I dati delle Asp, aggiornati al 13 luglio, sono confortanti — dice l’assessore Razza — e danno merito alle aziende sanitarie della Regione di aver superato con tempestività le difficoltà che hanno impedito a oggi un andamento regolare dei pagamenti degli importi agli aventi diritto, com’è essenziale che avvenga nel rispetto dei malati, qualche rallentamento di registra solo dove non sono stati forniti i documenti o non sono stati sottoscritti i patti di cura”.

Le proteste
A sollevare la questione dei ritardi mensili era stato il comitato “Siamo handicappati no cretini” che nel marzo del 2017 aveva marciato su Palazzo d’Orleans incassando dall’allora presidente della Regione, Rosario Crocetta, la legge che istituisce l’assegno di cura, rifinanziata ad aprile dall’Ars. Dopo l’approvazione della Finanziaria, l’assessorato alla Famiglia ha erogato i fondi alle Asp per i pagamenti il 21 giugno. Ma le associazioni dei malati hanno denunciato gravi ritardi e incongruenze da Asp ad Asp, denunciate anche dai deputati del M5S all’Ars e dal senatore del Pd Davide Faraone che tre giorni fa ha avviato uno sciopero della fame.

La risposta dei disabili
I disabili parlano di vittoria a metà e si appellano all’assessore Razza per velocizzare l’iter del nuovo decreto. “Caro assessore – scrive il comitato “Siamo handicappati no cretini” – adesso che si è svegliato ed ha compreso che basta una minaccia di rimozione per farli lavorare, faccia seguire i fatti. Ci verrebbe da chiederle di rimuoverli per davvero, i vertici dirigenziali, perché ha compreso che se per una cosa così urgente come i diritti dei più deboli perdono tempo, chissà cosa accade nella routine gestionale ordinaria, fatti salve le procedure per il pagamento puntuale dei loro emolumenti. Di rimuoverli perché non c’era nessun problema amministrativo al pagamento puntuale. Era solo negligenza! Ci verrebbe da chiederle questo atto serio, ma non lo faremo perché la “colpa” , quella vera,  si annida anche nel suo palazzo. E lei lo sa benissimo che senza un suo coordinamento non avremo mai pace, senza un dirigente generale che diriga, non potremo mai avere efficienza. Quindi una cosa gliela chiediamo: con la stessa velocità con cui fa i suoi proclami, firmi domani mattina il decreto per stanziare le altre 3 mensilità (maggio, giugno e luglio) e dimostri a tutti che lei è un assessore degno del suo ruolo. Glielo impone la legge, ancora in vigore, glielo impongono i decreti ingiuntivi che abbiamo fatto e vinto. Non ci faccia continuare a lottare e ci/si regali un’estate più serena”.

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